Guerre e Nazioni tra Atlantico e Mediterraneo, La fine del mondo borbonico e la formazione degli stati contemporanei (1806- 1920)

La formazione delle nazioni moderne e i grandi conflitti del XIX

secolo sono al centro di importanti riflessioni storiografiche

internazionali. Le sole vicende regionali sono considerate, per

molti aspetti, insufficienti per la comprensione dello sviluppo di

stati nazionali, di moderni movimenti politici e sistemi sociali. In

questa prospettiva l’implosione del sistema imperiale borbonico è

uno dei casi più interessanti, perché consente il confronto con la

crisi di un grande sistema imperiale e il lungo processo di consolidamento

di oltre una ventina di nuovi stati nazionali.

L’impero riformato da Carlo III fu uno dei luoghi di sperimentazione

di fenomeni che portarono alla formazione del mondo

moderno: rivoluzioni e controrivoluzioni, guerre internazionali e

conflitti civili, crisi di vecchi stati e fondazione di nuove nazioni.

Utilizzando questo paradigma, il Risorgimento, la creazione dei

nuovi stati americani o la modernizzazione della vecchia Spagna

imperiale sono un terreno di studio perfetto per comprendere

interconnessioni e interdipendenze, somiglianze e differenze tra

spazi e mondi a volte geograficamente distanti, ma anche per

aprire un confronto con alcuni dei migliori risultati della recente

storiografia internazionale sulle rivoluzioni di indipendenza, le

guerre civili, i nazionalismi, la formazione degli stati moderni.

Il paradigma della guerra, internazionale o civile, si presta allo

sviluppo di una prospettiva che analizza in un contesto comune la

crisi della monarchia e lo sviluppo degli stati nazionali. Il problema

del conflitto è funzionale a disegnare una comparazione

all’interno dello spazio borbonico e dei suoi eredi, attraverso

alcuni punti cruciali: il crollo di antiche istituzioni e i cambi di

regime, la formazione dei tradizioni politiche e la diffusione delle

ideologie, il problema delle guerre civili e dei conflitti internazionali,

la costruzione di reti culturali e la circolazioni di uomini o

idee, la costruzione di edifici nazionali e di memorie legittimanti.

Attraverso la lente del conflitto e delle sue articolazioni è possibile

spostare il problema dal contesto a quello più ampio delle

monarchie borboniche e dei nuovi stati che ne furono eredi,

ridefinendo anche l’utilizzo di concetti come quello di rivoluzione

e controrivoluzione, concentrandosi invece sulla trasformazione

di regni ed altri territori, in nuovi stati indipendenti o in nazioni

costituzionali monarchiche attraverso la contrapposizione tra

progetti nazionali opposti.

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